«Così muore la Mendola»

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Franz Vescoli, albergatore tra Passo Mendola e Ronzone

«Così muore la Mendola», sembra un titolo ad effetto. In realtà su tratta di una ‘intervista a Franz Vescoli, noto e affermato albergatore della zona della Mendola, realizzata da Giacomo Eccher per il  quotidiano Alto Adige di Bolzano del 16 luglio 2010: nell’intervista Vescoli ricorda ai sindaci le promesse, secondo lui dimenticate,  fatte agli albergatori e agli operatori turistici del Mendola all’epoca della chiusura invernale, due stagioni fa, della statale verso Bolzano.

Ecco il testo dell’intervista:

PASSO MENDOLA. Franz Vescoli, altoatesino, è l’albergatore più noto dell’Alta valle di Non. Dal 1971 la sua famiglia possiede l’hotel Waldheim, al bivio di Ruffré verso passo Mendola, e da due anni anche l’Hotel Regina del Bosco di Ronzone, acquistato ad un’asta giudiziaria a Bolzano e rilanciato. Complessivamente le due aziende nel 2009 hanno totalizzato 17 mila presenze, un numero importante per la valle di Non. Ma con sforzi enormi – spiega Vescoli, che da pensionato continua a collaborare con i figli alla gestione – che sono talvolta vanificati dal comportamento che l’anziano albergatore definisce “vergognoso’, dei responsabili del turismo in val di Non. «Siamo stufi di essere presi in giro da chi ci amministra con tante belle parole. Personaggi che non solo non riescono a fare le grandi cose ma trascurano perfino la gestione ordinaria dell’esistente, un disastro». Nel mirino di Vescoli – persona solitamente schiva anche se molto intraprendente – soprattutto la mancata riapertura della piscina scoperta di Ronzone, di proprietà comunale. Ma anche lo stato di incuria, in cui sono lasciati i sentieri nei boschi dell’Alta Anaunia anche se le passeggiate sono ormai l’unica risorsa a disposizione dei turisti che vengono in valle. «Il sindaco di Ronzone ha in testa il centro natatorio, una spesa milionaria di cui si discute da anni ma senza fare nulla di concreto. E non stanzia però i 50/60 mila euro per il funzionamento della piscina costruita con fatica ai tempi del sindaco Battisti: va bene pensare il futuro, ma non bisogna trascurare l’esistente. Se le aziende vanno fuori mercato è difficile rientrare».Vescoli se la prende anche con gli altri sindaci dell’Alta valle colpevoli a suo dire dello stato di abbandono in cui si trovano i sentieri. «Nei Comuni ci sono squadre di operai: cosa costa far fare un minimo di manutenzione e cambiare le panchine in cattivo stato e i segnali semidistrutti? Nei dintorni del nostro hotel l’abbiamo fatto noi, ma non ci compete. Siamo intervenuti per la vergogna che proviamo come operatori turistici nei confronti dei clienti». Vescoli ricorda ai sindaci le promesse fatte agli albergatori e operatori turistici del Mendola all’epoca della chiusura invernale, due stagioni fa, della statale verso Bolzano, una chiusura che ha rischiato di mandare tutti in fallimento o quasi. «Ci aveano promesso uno sforzo straordinario per darci una mano per l’estate. Il risultato? Nulla di nulla. E poi la beffa della pista ciclabile: sembra l’Araba Fenice, ogni volta che c’è un politico o un convegno se ne parla come se fosse già fatta. Invece non c’è nulla di concreto». La via d’uscita? «La soluzione sarebbe andarsene, ma le nostre aziende non hanno le ruote. Allora rimaniamo e lottiamo».

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